Romanticismo tra Italia ed Austria

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Patrizia Durando:     soprano

Massimo Lombardi: chitarra classica

 

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FONTI DA CUI E’ TRATTO IL PROGRAMMA

  • SEI/CAVATINE / con l’accompagnamento di Piano-Forte, o Chitarra / composte e dedicate / al sig. Conte / FRANCESCO DE PALFFY / dal suo Maestro/Mauro Giuliani / Op.39 / n.2266 / a Vienna presso Artaria&Comp. ed. “Suvini Zerboni S8965Z” revisione di Ruggero Chiesa
  • SEI ARIETTE / POESIA DI METASTASIO / coll’accompagnamento di / Piano-Forte o Chitarra, / composte, ed umilissimamente dedicate / A SUA MAESTA’ LA PRINCIPESSA IMPERIALE / MARIA LUIGIA / ARCIDUCHESSA D’AUSTRIA, / Duchessa di Parma, Piacenza, e Guastalla, / da / Mauro Giuliani. / Suo Divotissimo sevitore, e Virtuoso Onorario di Camera. / Op. 95 / Pubblicate a Vienna presso Artaria e Comp [N°2568]. • ed. “Suvini Zerboni S9037Z” revisione di Ruggero Chiesa
  • Six / VARIATIONS / pour la GUITARE / Sur L’air : a Schisserl un a Reindl / par / MAURO GIULIANI / Oeuvre / 38 / a Viene chez Artaria et Comp. / 2264 • ed. “Suvini Zerboni S7726Z” revisione di Ruggero Chiesa
  • Franz Schubert 6lieder fur hohe Stimme un Gitarre satz von J.K.Mertz / A.Diabelli / F.Pfeifer  revision R.Wolff • ed Ricordi Sy.2364
  • SECHS LIEDER op. 89 • Originale autografo di Mauro Giuliani depositato presso la “Stadt- und Ladensbibliothek” di Vienna • ed. “Edition Breitkopf 6793” revisione di Maria Kämmerling

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CONTENUTO DEL CONCERTO

Ispirazione del progetto

L’ispirazione di questo progetto è stata generata dalla consapevolezza di essere nato e vissuto in un luogo particolarmente intriso di storia risorgimentale, simboli e significati.

Novara, ove per tutta la mia fanciullezza ho abitato in quel corso 23 Marzo 1849, fu 180px-Battaglia_di_Novara.jpgteatro di un’aspra guerra di indipendenza austro/piemontese e, seppure con la sconfitta dell’esercito piemontese, quel momento segnò profondamente il risorgimento italiano.

Da sempre si ripete, con ossequioso contegno e grande partecipazione della gente, la cerimonia commemorativa ai caduti di quel conflitto che, annualmente, si tiene presso la “Piramide della Bicocca” (ora quartiere Novarese), di fatto “Ossario dei Caduti piemontesi ed austriaci”.

I morti di entrambe le bandiere sono, giustamente, egualmente celebrati perché tutti vittime di una logica inadeguata quale risposta alla problematica politico/sociale/economica, che in quell’epoca appassionata esplose con i moti di indipendenza diretti all’unità d’Italia.

Patrioti ed occupanti condivisero un triste ed univoco epilogo e vennero deposti nella “Piramide”.

200px-Novara_Piramide.jpgTuttavia, proprio questo sepolcro, commemorativo di entrambe le facce di una stessa medaglia, pur descrivendo la crudele storia di un tormentato momento storico della risorgimentale Italia ottocentesca, assume anche un significato metafisico.

La guerra non ha vinti e vincitori, la guerra per concezione è, da sola, una sconfitta.

Solo l’elevazione dell’animo umano, il rispetto delle virtù, il gusto della comunicazione, l’attenzione per l’altro quindi per la cultura, le arti e tra queste la musica, possono riuscire a tracciare nuovi percorsi capaci di pacificare e risolvere controversie.

 Questo programma si articola su una selezione di componimenti nati dalle menti di eccellenti musicisti italiani ed austriaci che, proprio perché attivi in quel periodo contraddistinto da un contesto politico, culturale e sociale particolarmente controverso, rappresentano la vittoria intellettuale dell’arte musicale quale linguaggio eterno, universale ed universalmente accomunante delle più disparate sensibilità.

Disagi e tensioni che i conflitti geografici avevano suscitato, l’arte musicale aveva già dimostrato di averli superati perché non direttamente funzionale al dominio ed al potere, bensì ispirata dalla gentilezza delle virtù, alle emozioni, ai turbamenti ed ai colori dell’anima.

Il linguaggio musicale aveva non solo unito l’Italia già nel periodo pre-romantico, ma aveva cominciato ad unire l’Europa.

Il tentativo è quello di rendere omaggio a tutti coloro che, da entrambe le parti, soffrirono di quella guerra generata dalla cieca avidità e dall’irrispettoso desiderio di imposizione.

Il simbolo è quello di dare un segnale al mondo, volto a stimolare il dialogo con un metaforico ed artistico abbraccio fraterno.

I compositori

Mauro Giuliani (1781•1829), chitarrista di impareggiabile fama e bravura esecutiva e compositiva, dal 1809 al 1819 approda a Vienna dove riceve il titolo di “Virtuoso da Camera”.  In quel periodo compone e pubblica numerose opere per chitarra e canto e, tra queste, i “Lider op.89”.

mauro giuliani.jpgIl gusto squisitamente manieristico e la dolce trattazione delle parti si coniugano amabilmente con i testi di Goethe, Matthisson, Schiller, Steigentesch, Tiedge e Ressig.

Nelle “Sei Cavatine op. 39”, Mauro Giuliani alterna sapientemente componimenti più briosi ad altri dolci e nostalgici, evidenziando comunque  l’espansivo e storico “stile italiano”.

Le sei ariette op.95 sono state concepite su testi di Pietro Metastasio (1698 – 1792) poeta che collaborò con esponenti eccellenti del barocco quali Caldara, Hasse, Porpora ecc. Tutti i componimenti furono già musicati ed eseguiti nel sec. XVIII in occasione di solenni circostanze, come schubert.jpgil compleanno dell’Imperatrice Elisabetta, moglie di Carlo V (Fra tutte le pene); il matrimonio tra Ferdinando IV di Borbone e Maria Giuseppa arciduchessa d’Austria (Le dimore amor non ama); l’onomastico di Carlo V (Quando sarà quel dì).

Un esempio fulgido di romanticismo che non sfigura affatto accanto alle composizioni di Franz Schubert , icona sacra della scrittura lideristica.

            I Lider di Franz Schubert selezionati in questo programma, oltre alla straordinaria bellezza sul quale è pressoché inutile pronunciarsi, hanno il particolare pregio e valore storico/artistico di essere stati trascritti da un coevo caposaldo della letteratura chitarristica della storia: Antonio Diabelli (1781 • 1858).

 

 

 

 

 

 

 

 

patrizia.gifPatrizia Durando si è diplomata in canto nel 1995 presso il Conservatorio "G. Puccini" della Spezia.

Si è laureata in Musicologia nel 1999, presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona. Ha perfezionato la tecnica vocale con Fernanda Piccini; ha approfondito lo studio del repertorio barocco con Claudine Ansermet e Stephan Woodbury. Ha frequentato corsi e seminari di vocalità in Italia e all’estero, tra cui quelli tenuti dai maestri Alan Curtis, Jordi Albareda, Claudine Ansermet, Mieke van der Sluis.

Ha svolto intensa attività concertistica con diverse formazioni vocali e strumentali, tra cui l'Homme Armé, Athestis Chorus, Coro Ruggero Maghini, Andrea Amati Ensemble, Syntagma Musicum, Albero Incantato. Attualmente collabora, in qualità di soprano solista, con le formazioni In Tabernæ Musica e Baschenis Ensemble, con le quali ha al suo attivo numerosi concerti. Ha collaborato con il coro della RAI nelle produzioni del Lingotto di Torino, diretta da prestigiosi maestri, quali Jeffrey Tate e Peter Maag. Ha partecipato all’esecuzione degli “Intermedi della Pellegrina”, tenutasi presso il Teatro “La Pergola” di Firenze, sotto la direzione di Andrew Lawrence-King. Ha interpretato il ruolo di “Corilla” nelle “Convenienze teatrali” di G. Donizetti, per la regia di Vivien Hewitt.

Ha inciso per  ARTS e TACTUS.

All'attività concertistica affianca quella didattica.