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Doni di Liuto - MassimoLombardiNew2022

Massimo Lombardi
lutenist guitarist and musicologist
musician, musicologist and tecnical of Benenzon method (music therapy)
info@massimolombardi.it
+39 333 666 5185

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Doni di Liuto

PROGRAMS > SOLISTA

PROGRAMMI CONCERTO




Doni di liuto
musica liutistica del Seicento

PRESENTAZIONE
Nella prefazione all’edizione anastatica del Libro di Leuto di Gioseppe Antonio Doni,1 con buona ragione, Dinko Fabris2 sottolinea come, se da una parte è innegabile che la quantità delle fonti a stampa dedicate al liuto è esigua, non può non notarsi che l’esistenza di tale strumento, oltre ad essere ben descritta da testimonianze archivistiche che ne raccontano la partecipazione in organici al servizio di corti e cappelle, è anche musicalmente ben documentata dalle numerose testi manoscritti fortunatamente sopravvissuti.
Proprio visitando questo mondo un po' nascosto, è sembrato affascinante pensare di dedicarsi al confezionamento di proposte volte al recupero proprio di quella parte di letteratura che, ricca di fresco valore artistico, è bene che non passi in secondo piano.
Un prezioso manoscritto è il Libro di Leuto di Gioseppe Antonio Doni,3 conservato presso l'Archivio di Stato di Perugia. In esso sono contenute numerose composizioni, concepite per il tipico arciliuto italiano (o liuto attiorbato), molte delle quali trovano una sicura attribuzione: Andrea Falconieri, Giovanni Girolamo Kapsperger, Giuseppe Baglioni, Arcangelo Lori, Lorenzino (il Cavalier del liuto di Roma), Pietro paolo Meljj.
Proprio in virtù della varietà dei contenuti pervenutici, il volume perugino rappresenta una mirabile fonte di riflessione sulla vivacità musicale che attorniava il liuto e di quanto, nella realtà, fosse uno strumento tutt’altro che in decino.
Certamente permangono alcuni dubbi sulla paternità di talune composizioni che, in assenza di testimoni adatti ad un riscontro oggettivo e al di là delle ipotesi proponibili, rimangono doni pieni di bellezza.
Volendo palesare l’aspetto estetico che con questo progetto vorrei proporre – rimanendo in aderenza con l’estetica coeva, con gli aspetti improvvisativi e/o personalizzati che, nondimeno, rendevano efficace il gusto italiano – ho scelto di aggiungere alla scrittura originale (sempre in primis eseguita) delle variazioni.
Nel presente lavoro, mi sono concentrato su una selezione di composizioni scelte tra quelle attribuibili ad Andrea Falconieri (1585-1656) ed al sorprendente Giuseppe Baglioni (sec. XVII).
Il numero delle intavolature disponibili è considerevole; pertanto, dovendo comunque rientrare in un limite temporale adatto ad una esecuzione concertistica, ho necessariamente dovuto operare delle scelte, ahimè, a discapito di musiche che avrebbero assolutamente meritato pari attenzione.
Alla chitarra barocca è invece dedicata una selezione di composizioni tratte dall’anonimo manoscritto per chitarra spagnola, anch’esso conservato presso l’Archivio di Stato di Perugia.4 Paiono subito evidenti analogie calligrafiche con il Ms Doni. Inoltre, una conferma dell’appartenenza dei due codici a un medesimo contesto è suggerita da due composizioni (ovviamente intavolate per i differenti strumenti) uguali in entrambi i volumi.
L’approccio estetico di questa ʹseconda parteʹ del programma concertistico rispecchia le peculiarità interpretative della prima.
Doni di liuto, titolo concepito attraverso un gioco di parole ispirate dallo stesso codice, è un tentativo di restituire un valore concreto alla fortunata sopravvivenza culturale. Il tentativo è quindi quello di mettere in risalto la bellezza che, allora creata, è oggi ancora disponibile e fruibile: un prezioso ed affascinante regalo


[1] Dinko Fabris, Libro di Leuto di Gioseppe Antonio Doni, anastatica Firenze, SPES, 1988.
[2] Nella bibliografia di riferimento è doveroso citare: Dinko Fabris, Andrea Falconieri Napoletano, un liutista-compositore del Seicento, Roma, Torre d’Orfeo, 1987; Dinko Fabris, Libro di Leuto di Gioseppe Antonio Doni, anastatica Firenze, SPES, 1988; Dinko Fabris, Un manoscritto per liuto di Andrea Falconieri: l'intavolatura dell'Archivio di Stato di Perugia, Il Flauto dolce, n. 10/11, 1984, pp. 41-47.
[3] Libro di leuto di Gioseppe Antonio Doni, collocato presso l’Archivio di Stato di Perugia, proveniente dall’archivio privato Fiumi-Sermattei della Genga.
[4] Anonimo manoscritto per chitarra spagnola (sec. XVII), Archivio di stato di Perugia, sezione di Assisi, archivio Fiumi-Sermattei della Genga,.
Doni di liuto
strumento: arciliuto, chitarra barocca

Giuseppe Baglioni (sec. XVII), Manoscritto Libro di Leuto di G.A. Doni, Arch. di Stato di Perugia
Suite in G min.
- Anepigrafa [Toccata]
- Corrente francese,
- Corrente francese,
- Corrente francese
- Corrente Ҩ Aria di Sarabanda

Andrea Falconieri (1585-1656), Manoscritto Libro di Leuto di G.A. Doni, Arch. di Stato di Perugia
Suite in F magg.
- Toccata,
- Corrente,
- La Moreschina Gagliarda
- Corrente
- Gagliarda

Andrea Falconieri (1585-1656), Manoscritto Libro di Leuto di G.A. Doni, Arch. di Stato di Perugia
- Passagagli [C min.]

Anonimo manoscritto per chitarra spagnola (sec. XVII), Arch. di stato di Perugia
- Corrente [sulla lettera B]
- Follia [sulla lettera E]
- Corrente [sulla lettera B]
- Corrente [sulla lettera D]
- Ciaccona [sulla lettera B]
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